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IYV

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Music should not be a product. Create art without pretending to sell it.

IYV è una band Alternative Rock formata dal cantante e chitarrista Matt G. Considerati una delle band rappresentative della scena grunge e post-grunge locale, gli IYV hanno attraversato un percorso musicale ricco di evoluzioni artistiche, pause e rinascite. La loro carriera culmina nella produzione di quattro album in studio, tra cui "BLACKTAR" (2025).

rock alternative

Repertoire

Original music

Good for

Concert Festival Private event

Band contact

IYV è una band Alternative Rock formata nel 2001 a Treviso dal cantante e chitarrista Matt G. Considerati una delle band rappresentative della scena grunge e post-grunge locale, gli IYV hanno attraversato un percorso musicale ricco di evoluzioni artistiche, pause e rinascite. La loro carriera culmina nella produzione di quattro album in studio, tra cui "BLACKTAR" (2025).

Storia

Formazione e origini del nome (2001-2002)

Gli IYV nascono nel 2001 a Treviso su iniziativa di Matt G., dopo varie esperienze in band rock locali e la pubblicazione di un EP solista, "Uniche" (2000). La formazione originale comprendeva Matt G. (voce e chitarra), Matteo Medea (batteria), Tony Denaro (basso) e Andrea Rottin (chitarra).

Origine del nome e del simbolo

Il nome della band, IYV, ha una profonda valenza simbolica. Inizialmente pensato come "IV", in riferimento alla parola inglese "EVE" (Eva), il nome è stato modificato in "IYV" per rappresentare graficamente un'apertura concettuale dell'io verso il mondo circostante. La lettera "I" simboleggia l'individuo e l'individualismo; la "Y" rappresenta la biforcazione, l'apertura che l'individuo compie verso l'esterno; la "V" simboleggia l'espansione e la comprensione di ciò che lo circonda.

Il logo della band, disegnato da Matt, nasce da un set di illustrazioni ispirate alle simbologie del Necronomicon di H.P. Lovecraft, che rappresentavano creature ed elementi oscuri. L'intento era creare un contrasto tra questi temi e simboli di apertura e rinascita. Il risultato è un fiore che sboccia dalle lettere IYV speculari, simboleggiando crescita e rinascita in equilibrio tra luce e ombra.

Il riferimento a "EVE" sottolinea l'importanza della figura femminile nella visione artistica di Matt. Il primo album degli IYV, "Waiting for My Muse called Love" (2002), è dedicato a diverse persone, tra cui una donna che ha ispirato profondamente il cantante. Matt ha sempre nutrito un profondo rispetto per la figura femminile, criticando la cultura maschilista della società in cui è cresciuto.

Primi passi

Tra novembre 2001 e aprile 2002, gli IYV autoproducono il loro album di debutto presso il Lesder Studio di Tommaso Mantelli. L'album è una miscela di chitarre graffianti e ballate acustiche, con influenze che spaziano dai Nirvana ai Soundgarden, dai Tool a Jeff Buckley e ai SiPja dello stesso Mantelli. La band si distingue per il loro rock alternativo d'autore, che varia dalle ballad emotive a brani aggressivi e taglienti.

Gli IYV iniziano a esibirsi nei locali e nei club della zona, ottenendo diversi consensi. Partecipano a tre edizioni dell'Emergenza Festival, raggiungendo sempre le fasi finali e vincendo il premio del pubblico.

"Indaco | Yellow | Violet" (2003-2006)

Nel 2004, gli IYV appaiono nel programma televisivo "I Miti della Musica" condotto da Red Ronnie, presentando i brani inediti "The Night I Have to See" e "My Drug".

Dopo l'uscita di Andrea Rottin, trasferitosi a Praga per nuovi progetti musicali, la band prosegue con l'introduzione di un nuovo chitarrista, Nicola Mihailovic. Iniziano le registrazioni del secondo album, "Indaco | Yellow | Violet". Da questo lavoro viene estratto il brano "Anything You Are", incluso nella compilation "2K5 Everytime Grey" di Emergenza Italia. Tuttavia, l'album non verrà mai pubblicato interamente a causa dello scioglimento della band, influenzato da difficoltà personali e dalla totale mancanza di supporto e interesse per la musica rock originale nella scena locale.

Hiatus e "I Killed Someone" (2006-2016)

Nonostante la band non sia più attiva, Matt continua a scrivere musica, registrando oltre 60 demo. Seleziona 13 brani per quello che diventerà l'album "I Killed Someone", pubblicato nel 2016. Originariamente concepito come album solista, il disco è caratterizzato da una registrazione sperimentale ed estremamente digital/lo-fi, riflettendo i 13 anni di dissolutezza e lotta personale vissuti dall'artista.

«"I Killed Someone" è un disco corrotto in ogni aspetto. La registrazione sperimentale e lo-fi rappresenta pienamente il periodo vissuto e raccontato nell'album.»

Riformazione e il progetto "BLACKTAR" (2016-2025)

Dopo la pubblicazione di "I Killed Someone", Matt decide di rimettere insieme la band con Alvise Spanò (chitarra) che aveva partecipato alle registrazioni di I Killed Someone, Tony Denaro (basso) e Alessio Galliazzo (batteria). La band riprende a esibirsi dal vivo, ma dopo un certo periodo, Alessio lascia il gruppo e la formazione si sfalda nuovamente.

Nasce così un progetto collaterale chiamato "BLACKTAR", inizialmente concepito come nome per una nuova band. Questa nuova formazione vede Matt, Matteo Medea (batteria), Alessio Galliazzo (questa volta alla chitarra) e il nuovo arrivato Alessio Frisone (basso). I quattro musicisti lavorano intensamente su 11 nuovi brani, esplorando nuove sonorità e tematiche più profonde.

Nel novembre 2019, tornano al Lesder Studio di Tommaso Mantelli per registrare l'album "BLACKTAR". L'album è un concept che affronta temi intensi legati alla dipendenza, all'introspezione e alla ricerca di redenzione.

Tematiche e simbolismo di "BLACKTAR"

"BLACKTAR" racconta la storia di un uomo che, dopo 13 anni di abuso di sostanze e dissolutezza (il titolo fa riferimento a una qualità di eroina), cerca di ricostruire la propria vita. Le canzoni esplorano le emozioni complesse del protagonista: dalla sensazione di protezione offerta dalla dipendenza ("Synchronize to the Shelter") alla consapevolezza del vuoto nel reinserimento sociale ("Renamer"), passando per il conflitto tra autodistruzione e desiderio di salvezza ("Flow").

L'artwork dell'album ha una forte valenza simbolica. Rappresenta la punta di una matita che scrive un libro suddiviso in 11 capitoli, corrispondenti alle tracce del disco. La matita simboleggia la scrittura della propria storia; il libro rappresenta il percorso di vita. Il tutto è racchiuso in un cristallo, associabile alla fragilità della vita e alle dipendenze. I filamenti attorno al cristallo rappresentano i fili di un burattino, indicando la condizione di prigionia dell'individuo intrappolato nelle proprie dipendenze.

«Ho capito quanto le dipendenze possano assumere molte forme e come ognuno di noi possa esserne soggetto. "BLACKTAR" è un percorso di redenzione e comprensione di sé, un tentativo di riconciliarsi con il passato e trovare un nuovo significato alla propria esistenza.»

"BLACKTAR" non vuole essere un inno al consumo di sostanze; piuttosto, è una riflessione sulle sfide emotive e psicologiche che accompagnano il percorso di recupero e rinascita personale.

Rilascio e revisione

Tra il 2022 e il 2023, dopo un intenso periodo tra esibizioni live e riflessioni artistiche, il batterista Matteo Medea e il bassista Alessio Frisone lasciano la band e vengono sostituiti rispettivamente da Samuel Battistella e Neil Lucchetta, completando così la formazione attuale.

La band decide di rielaborare completamente "BLACKTAR". L'uscita dell’album è prevista per il marzo 2025.

Stile musicale e influenze

Gli IYV fondono elementi del grunge e del rock alternativo. Il loro suono è caratterizzato da riff di chitarra potenti, melodie avvolgenti e una produzione che integra elementi analogici e digitali. L'accordatura in drop D è una costante nella loro musica, richiamando le sonorità tipiche delle band di Seattle degli anni '90.

Il loro approccio artistico è profondamente personale e introspettivo, con testi che esplorano tematiche complesse come la dipendenza, l'identità e la ricerca di sé.

Formazione

Formazione attuale:

  • Matt G. – voce, chitarra (2001–presente)

  • Alessio Galliazzo – chitarra (2019–presente)

  • Samuel Battistella – batteria (2022–presente)

  • Neil Lucchetta – basso (2023–presente)

Ex membri:

  • Matteo Medea – batteria (2001–2006, 2019–2022)

  • Tony Denaro – basso (2001–2006)

  • Andrea Rottin – chitarra (2001–2004)

  • Nicola Mihailovic – chitarra (2005–2006)

  • Alvise Spanò – chitarra (2016–2018)

  • Alessio Frisone – basso (2019–2023)

Discografia

Album in studio

  1. Waiting for My Muse called Love (2002)

  2. I Killed Someone (2016)

  3. BLACKTAR (in uscita nel 2025)

Altri progetti

  • Indaco | Yellow | Violet (2006, non pubblicato)

  • "Anything You Are" – incluso nella compilation "2K5 Everytime Grey" (2005)

Stage plan & rider

· Full Band
BACK OF STAGE AUDIENCE Ampli basso Snare Tom 1 Tom 2 Floor tom Floor tom Hi-Hat Overhead L Overhead R Kick IEM3 Samuel Battistella Batteria acustica IEM1 Matt G Chitarra ritmica IEM2 Alessio Galliazzo Chitarra solista IEM4 Neil Lucchetta Basso elettrico
Musician Drum component Console / DJ Amps / keyboards Monitor (M / IEM) Power 220V Vocal microphone
Channels
14 · mixer ≥ 16 ch
Monitors
4 mix
PA
Stereo full-range PA + sub
Mixer / engineer
No preference
Lights
Basic
Backline
  • Batteria (kit) · Samuel Battistella Band
  • Amplificazione basso · Neil Lucchetta Band
Stage access
3 h before
Soundcheck
60 min
Teardown
60 min

Lineup

M

Matt G

Chitarra ritmica · Voce solista

A

Alessio Galliazzo

Chitarra solista · Cori

S

Samuel Battistella

Batteria acustica

N

Neil Lucchetta

Basso elettrico

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